Efficienza produttiva. Migliorare la produttività, diminuendo lo scarto: alcuni metodi

Apr 19, 2021 | Guide | 0 commenti

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I processi automatizzati devono essere ottimizzati per migliorare l’efficienza produttiva. Un vero e proprio imperativo da cui le aziende non possono prescindere, e al contempo una sfida, in cui gli scarti hanno un ruolo importante. 

Materiali e pezzi che non rispondono agli standard qualitativi e devono, di conseguenza, essere eliminati sono una costante di ogni produzione industriale. Le diverse cause di questo problema sono numerose e comprendono, per esempio, un malfunzionamento dei macchinari così come l’accumulo di cariche elettrostatiche: analizzarle permette di risolvere il problema e produrre a costi più competitivi.

Efficienza produttiva positiva e negativa 

L’efficienza di un sistema misura la sua capacità di completare un processo utilizzando le risorse previste e può essere indicato da un valore percentuale. 

  • >100%, efficienza positiva: i costi reali sono minori di quelli previsti.
  • <100%, efficienza negativa: i costi reali sono maggiori di quelli previsti.

Quando l’efficienza produttiva è negativa, bisogna indagarne le cause per poter, di conseguenza, ottimizzare il sistema. Le tecniche di produzione snella, più conosciute come Lean thinking, puntano proprio a questo.

Efficienza produttiva: come migliorarla diminuendo gli scarti?

Tra i punti chiave delle strategie operative di Lean thinking c’è proprio la riduzione degli sprechi di produzione: gli scarti, infatti, rappresentano un costo notevole, che può diventare insostenibile, col passare del tempo. 

Per comprendere quali passi porteranno al raggiungimento di questo obiettivo, si può partire dall’analisi della situazione attuale. 

Cosa viene scartato e perché 

Prima di intraprendere delle azioni che possono migliorare l’efficienza produttiva, è importante determinare cosa accade nel processo. L’analisi degli scarti, infatti, permetterà di capire che tipo di semilavorati o lavorati non risponde agli standard e per quale motivo. 

Occorre risalire la catena, per individuarne i punti critici:

  • il guasto di un impianto o di un macchinario, infatti, potrebbe causare degli errori che abbassano la qualità del prodotto. La manutenzione o la sostituzione, in questo caso, risolverebbero il problema.
  • Un’altra causa potrebbe essere la poca dimestichezza del personale: può accadere, infatti, che ci sia bisogno di formazione specifica per utilizzare al meglio una nuova macchina.
  • Le materie prime, infine, potrebbero essere di scarsa qualità, una constatazione che imporrebbe di rivalutare il rapporto con il fornitore.   

Aumento degli scarti: un problema di cariche elettrostatiche?

I rallentamenti e le anomalie nella produzione industriale, così come l’aumento degli scarti, possono essere causati anche dalle cariche elettrostatiche

Se dopo aver controllato i macchinari, il processo e le materie prime non è emersa alcuna anomalia, potrebbe trattarsi proprio di questo. Quando si lavorano in modo automatizzato film plastici, come accade per esempio nel packaging per l’industria alimentare, l’energia statica che si accumula su questo materiale attira le particelle di polvere, che rendono difficile o impossibile il confezionamento e abbassano la qualità del prodotto. 

L’aumento degli scarti a causa di cariche elettrostatiche si verifica spesso anche nel settore biomedicale, poiché la contaminazione dovuta alla presenza di polveri o altre impurità rende inutilizzabile il prodotto finale, che non rispetterebbe gli standard previsti dalla legge.

La soluzione è ripristinare l’originale neutralità di carica dei materiali, attraverso l’uso di un sistema che ionizza l’aria intorno al corpo caricato: le barre antistatiche.

Ottimizzare la produzione e ridurre gli scarti con le barre ionizzanti

Azzerare del tutto gli sprechi in un processo industriale automatizzato è quasi impossibile ma, con l’approccio corretto, gli scarti possono diventare una risorsa, poiché permettono di capire quali step ottimizzare per aumentare l’efficienza produttiva.

Se il problema è legato all’accumulo di energia statica, la consulenza di un tecnico esperto e competente è il primo passo per risolverlo. L’installazione delle barre ionizzanti, infatti, richiede uno studio delle macchine e dell’ambiente, per individuare il modo più efficace di neutralizzare le cariche: in alcuni casi, per esempio, sono necessarie barre attive e in altri barre passive. 

La nostra scelta sono i prodotti Meech: un’azienda britannica che progetta e produce barre elettrostatiche ad alte performance, insieme a sistemi avanzati di monitoraggio come SmartControl Touch, di cui siamo rivenditori esclusivi per l’Italia.

 

 

 

 

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