L’innovazione tecnologica verso la sostenibilità ambientale con i materiali biocompatibili

Feb 12, 2021 | Cause & Rimedi | 0 commenti

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L’enorme utilizzo della plastica è impossibile da negare: la capacità di questo materiale di adattarsi a ogni settore – dalle costruzioni all’elettronica, fino ad arrivare  al packaging – è nota a tutti e l’ha resa uno dei materiali più utilizzati al mondo. La plastica resta però un materiale ad alto impatto ecologico e gli sforzi dell’innovazione tecnologica oggi sono mirati alla realizzazione di materiali biocompatibili e quindi sostenibili: le bioplastiche. 

La plastica tra pregi e difetti 

Oggi la plastica viene lavorata, modificata e trasformata in prodotti e semilavorati indispensabili nell’uso quotidiano. Ha molte proprietà:

  • è leggera e facile da modellare,
  • è resistente agli urti e ai detergenti, 
  • è resistente all’umidità e ai cambiamenti di temperatura, 
  • è biocompatibile, 
  • è disponibile in migliaia di formulazioni e colori, 
  • è più economica di molti altri materiali.

Sotto diversi punti di vista, la plastica può essere vista come un materiale ecologico, perché il suo impiego ha evitato lo sfruttamento di altri materiali naturali, per esempio carta, vetro, legno e metalli. Inoltre, può essere riciclata e riutilizzata molteplici volte.

Come riportato da National Geographic, la produzione di plastica è aumentata in modo esponenziale dal 1950: dai 2,3 milioni di tonnellate ai 448 milioni di tonnellate registrate nel 2015. Un dato che dovrebbe continuare ad aumentare col tempo.

Tuttavia esiste anche un altro lato della medaglia: le quantità esorbitanti di plastica prodotte non sempre vengono smaltite correttamente o riciclate e questo causa gravi problemi ambientali, in particolare l’inquinamento dei mari, come documentato anche dal WWF

Il futuro sono i materiali innovativi, biocompatibili e riciclati

La massiccia presenza di materiale plastico nei mari, accompagnata da una maggior consapevolezza dei consumatori, ha incentivato la domanda di plastiche biocompatibili e compostabili per invertire il trend negativo dell’inquinamento. 

Le bioplastiche, cioè i materiali in plastica biodegradabile, sono la risposta a queste preoccupazioni e hanno trovato applicazione in settori come il packaging, l’alimentare, il biomedicale, la cosmesi e tanti altri. 

Presentati a Berlino, lo scorso 2 dicembre 2020, i risultati dell’aggiornamento annuale dei dati di mercato delle bioplastiche europee (EUBP) confermano la continua crescita dell’industria globale delle bioplastiche. 

L’imballaggio rimane il campo di applicazione più ampio per questi materiali, tanto da coprire quasi il 47% del mercato totale per l’anno 2020. Inoltre i dati confermano che il portafoglio di applicazioni continua a diversificarsi con l’impiego dei materiali bioplastici in molti altri settori.

Anche i materiali innovativi e sostenibili possono accumulare cariche elettrostatiche

Per quanto riciclabile e biocompatibile, qualsiasi materiale isolante – cioè privo di carica – quando viene lavorato ad alte velocità, tende a caricarsi elettricamente e ad accumulare energia elettrostatica. 

L’energia elettrostatica, se adeguatamente controllata, può aiutare a ottimizzare i processi di produzione, ma se non governata, invece, può causare vari problemi alla produzione: aumento degli scarti, scosse agli operatori, rischio di incendi, peggioramento della qualità del prodotto.

Per eliminare gli effetti negativi delle cariche è necessario neutralizzarle con dei sistemi semi attivi: barre elettrostatiche, soffianti, ugelli, barre circolari o veli ionizzati. 

Sistemi che, però, devono tenere conto dell’evoluzione dei materiali e delle loro diverse composizioni. 

Noi di Barreantistatiche.it siamo rivenditori esclusivi dei prodotti Meech, azienda britannica che progetta e produce alcune tra le barre elettrostatiche più performanti del mercato, e che investe costantemente in nuove tecnologie per adattare i suoi prodotti sia ai nuovi materiali sia all’evoluzione dei materiali tradizionali usati nell’industria.

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